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File:Impero coloniale italiano.svg L'Impero coloniale italiano è il sistema imperiale del Regno d'Italia, instaurato nel XX secolo. In questo periodo l'Italia espanse il proprio territorio oltre i confini dell'Italia geografica, conquistando vasti possedimenti, suddivisi in colonie, dipendenze, protettorati, concessioni e mandati, nel territorio africano, asiatico ed europeo.

L'impero coloniale così formato fu poi smembrato dal trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate del 1947. Ufficialmente l'impero venne istituito il 9 maggio 1936 con la nomina di imperatore d'Etiopia di Vittorio Emanuele III. Tuttavia, il colonialismo italiano ebbe inizio nel 1882 con il possedimento di Assab in Eritrea. Ad essa si aggiunsero 4 territori d'Africa (la Libia, la Somalia, l'Etiopia e l'Eritrea), il Dodecaneso e l'Albania. In Cina vi fu una piccola concessione nella città di Tientsin.

Con la seconda guerra mondiale tutte le colonie furono perse; solamente la Somalia italiana rimase sotto amministrazione fiduciaria italiana fino al 1960.

Storia

Dopo l'Unità d'Italia, il Regno d'Italia iniziò ad ambire possedimenti coloniali. Con la conquista dei porti di Assab e Massaua sulla costa africana del mar Rosso, negli ultimi decenni del XIX secolo, iniziò il colonialismo italiano.

Successivamente l'Impero si espanse sia in Africa che in Europa. Le colonie italiane furono in Africa l'Eritrea, la Somalia Italiana, la Libia (strappata all'Impero ottomano nel 1912) e l'Etiopia italiana (conquistata ed annessa nel 1936) ed in Europa il Dodecaneso e l'Albania (occupata dalle truppe italiane nel 1939). I territori sotto il comando degli italiani nel continente africano raggiunsero la massima estensione nell'estate del 1940, quando fu occupata anche la Somalia Britannica (3-19 agosto), aree intorno a cittadine sudanesi (come Cassala) e keniane (Moyale), ed alcune località egiziane vicino al confine con la Libia (settembre): l'impero all'inizio del 1941 raggiungeva oltre 4,1 milioni di km².

L'Italia ottenne anche la piccola concessione di Tientsin in Cina e l'occupazione dell'Anatolia sudoccidentale.

Con la conquista della Tunisia da parte della Francia nel 1881, i rapporti internazionali ebbero una svolta. L'Italia puntava, infatti, a stabilire il proprio dominio sulla Tunisia, in cui si era stabilita da qualche anno una nutrita comunità di connazionali. Con l'azione improvvisa del paese d'oltralpe, l'Italia intraprese i contatti diplomatici con la Germania e L'Austria-Ungheria da parte del governo Depetris che portarono alla firma del trattato della Triplice Alleanza nel 1882, determinando così l'interruzione del processo di riunificazione nazionale con il Trentino e la Venezia Giulia ancora in mano all'impero Austriaco.

Frizioni con la Francia si ebbero, nel medesimo periodo, anche in Algeria dove a Bona era attiva una comunità italiana di pescatori di corallo.

L'impero coloniale ebbe termine con la sconfitta dell'Asse nella seconda guerra mondiale, che Comportò la perdita di tutte le colonie italiane (eccetto la Somalia Italiana che rimase in Amministrazione fiduciaria ONU: tuttavia, rimanendo la Somalia de facto protettorato italiano fino al 1960, alcuni prendono tale data come termine del colonialismo italiano).

Popolazione

Religione

Nonostante il cattolicesimo fosse religione di Stato, i seguaci dell'ortodossia (greco-bizantina e copta) e dell'islam erano molto più numerosi, se si tiene conto, oltre che dei cittadini italiani, anche dei sudditi balcanici e dei sudditi coloniali africani.

Oltre ai greco-ortodossi in senso stretto, soggetti al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ed alla Chiesa di Grecia, l'Impero ospitava infatti, sul versante illirico, le chiese ortodosse autocefale di lingua slava o albanese e gli islamici d'Albania, mentre i territori africani erano popolati principalmente da copti e musulmani.

Minore diffusione avevano l'ebraismo, il protestantesimo e l'evangelismo.

Lingue

La lingua ufficiale dell'Impero era l'italiano; preoccupati dalla questione della lingua (dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla), gli italiani ricorsero talvolta all'italianizzazione forzata delle minoranze linguistiche e dei popoli sottomessi, ma nonostante ciò, così come i dialetti italiani, anche le lingue dei sudditi coloniali si rivelarono dure a morire.

Si parlavano, a livello locale o regionale:

  • albanese, arumeno, croato, greco, montenegrino, serbo e sloveno nei Balcani;
  • amarico, oromo, somalo, swahili e tigrino nell'AOI;
  • arabo e turco nell'ASI e nel Mar di Levante;
  • catalano e spagnolo nelle Baleari;
  • cinese nelle concessioni di Tientsin, Shangai ed Amoy;
  • francese e inglese nei rispettivi ex-territori.

Caduto l'Impero, l'italiano rimase lingua ufficiale a Fiume, Zara e nel Dodecaneso fino al 1947, in Somalia fino al 1963, e dal 1969 al 1991 nell'Università nazionale somala.

Economia

Valuta

Oltre alla lira italiana, valuta a corso legale in tutto l'Impero, circolavano, a livello locale o regionale:

  • lek in Albania;
  • lira dell'Africa Orientale Italiana nell'AOI;
  • lira somala e rupia in Somalia (somalo durante l'amministrazione fiduciaria);
  • tallero d'Eritrea, tallero d'Italia e tallero di Maria Teresa in Eritrea;
  • wén e yuan nelle concessioni di Tientsin, Shangai ed Amoy.

Possedimenti coloniali

  • Africa Orientale Italiana:
    • Eritrea (1882-1890, 1890-1941)
    • Somalia (1889-1908, 1908-1941, 1950-1960)
    • territorio di Cassala (1894-1897, 1940-1941)
    • Etiopia (1936-1941)
    • Somalia settentrionale, territorio di Moyale (1940-1941)
  • Africa Settentrionale Italiana:
    • Libia (1912-1943)
    • territorio di Aozou (1935-1943)
    • Egitto occidentale (1940, 1942)
    • Tunisia (1942-1943)
  • Asia:
    • concessioni di Amoy, Shangai e Tientsin (1901-1947)[1]
    • Anatolia sud-occidentale (1920-1923)
  • Europa:
    • Dodecaneso (1912-1947)
    • Albania (1917-1920, 1939-1943)
    • Corfù (1923, 1941-1943)
    • Baleari (1936-1939)
    • Francia sud-orientale, Corsica (1940-1943)
    • Dalmazia, Croazia, Montenegro (1941-1943)
    • Grecia, territorio del Pindo, Macedonia occidentale (1941-1943)

Massima estensione

Nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, i territori controllati dall'Italia erano così suddivisi:

Territori Nome Area (km²) Popolazione[2] Note
1 Italia‏ metropolitana 309.100 ca. 43.000.000
2 Libia italiana 1.873.800 ca. 900.000 Compresa la striscia di Aozou
3 Africa Orientale Italiana 1.749.600 ca. 10.000.000 Comprese le isole Hanish
4 Albania 28.750 ca. 1.050.000
5 Isole italiane dell'Egeo 2.690 ca. 150.000
6 Tientsin (concessione italiana) 0,5 nd
Totale 3.963.940,5 ca. 55.100.000

L'Impero raggiunse la sua massima estensione nell'estate del 1940, quando furono sottratti all'Impero britannico territori somali (Somalia settentrionale), sudanesi (area di Cassala), keniani (area di Moyale) ed egiziani (con la prima prima invasione italiana dell'Egitto si giunse fino a Sidi Barrani, con la seconda fino ad El Alamein). La simultanea occupazione di territori francesi, illirici e greci fece sì che l'Impero superasse, all'inizio del 1941, i 4.100.000 km² occupati.


Note

questa pagina è stata revisionata l'ultima volta il giorno 11-07-2021
  1. http://www.treccani.it/enciclopedia/concessione_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  2. B.R. Mitchell, European historical statistics, 1750-1975.
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